C’è spazio per i tuttologi?

La domanda è retorica, lo so: no, non c’è più spazio per il pressappochismo.

 

Una volta, con la sola progettazione su mezzi cartacei e poco più, lo spazio per coloro che sapevano cavarsela grazie all’esperienza e alla loro intraprendenza era maggiore. Sia chiaro: nessuna “improvvisazione creativa”; per questo genere di persone non c’è mai stato spazio.

Da quando le vie informatiche si sono sempre più specializzate, esse richiedono addetti estremamente preparati. I gestori (Google, Facebook, Instagram, Linkedin… solo per dirne alcuni) offrono strumenti sempre più sofisticati che possono ottenere i risultati sperati solo se guidati da persone che ne abbiano una grande conoscenza e padronanza. Tutti ispirati all’interazione.

La specializzazione: estrema come non lo è mai stata.

È innegabile che alcune persone/aziende ottengano buoni risultati con la presenza sui social improntata al “fai-da-te”: pensate quali sarebbero i risultati se queste azioni fossero gestite con padronanza dagli addetti.

“Ma quanto costa?” è la domanda che viene posta per prima. Suggerisco di cambiare la domanda in “Ma quanto mi rende?”
Sì, perché è questo il nocciolo! La spesa da affrontare è un investimento: quello che conta è il risultato che può e deve rendere sostenibile tale investimento.

Un consiglio: non ragionate al contrario. Prendete la via maestra.

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